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Glossario

Definizione dei termini più specialistici usati in questo sito

A B C D E F G H I L M N O P Q R S T U V Z
A
  • Accesso ai documenti amministrativi

    E' il diritto che ciascun cittadino ha di esaminare e richiedere copia dei documenti amministrativi di cui ha interesse, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge (articolo 22 della legge n. 241 del 1990). Questo diritto è riconosciuto per assicurare la trasparenza dell'attività amministrativa ed è escluso solo per i documenti coperti da "segreto", che costituiscono una eccezione alla regola generale. Le modalità di esercizio del diritto d'accesso e i casi di esclusione sono disciplinati dal Regolamento 27 giugno 1992, n. 352.
    New – decreto legislativo 25 maggio 2016 n.97

  • Adozione

    Si chiama adozione l'atto che attribuisce a un soggetto (l'adottato) la qualità giuridica di figlio di un altro soggetto (l'adottante) anche se il primo non è stato generato dal secondo. Attraverso l'adozione si costituisce un vincolo giuridico di filiazione tra persone non unite da una relazione biologica. Con il termine adozione si indicano istituti giuridici diversi. Il nostro ordinamento infatti prevede e disciplina sia l'adozione dei minori (consentita, salvo casi particolari, solo ai coniugi uniti in matrimonio), sia l'adozione dei maggiorenni.

  • Affidamento dei minori

    E' disciplinato dalla legge 4 maggio 1983 n. 184 e consiste nell'affidamento di un minore temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo, a una famiglia diversa da quella naturale, a una persona singola, a una comunità di tipo familiare, o nel ricovero in un istituto di assistenza. Ha lo scopo di assicurare il mantenimento, l'educazione e l'istruzione del minore per il tempo necessario a superare le difficoltà della famiglia d'origine. L'affidamento perciò è sempre temporaneo e comporta, quando è possibile, il reinserimento del minore nella sua famiglia naturale. Quando, invece, la situazione di crisi non è superabile, interverrà la dichiarazione di adottabilità del minore.

  • Appello

    Si tratta di un mezzo di impugnazione per chiedere la riforma di un provvedimento del giudice di primo grado ritenuto, in tutto o in parte, ingiusto. Nello specifico impedisce che la sentenza passi in giudicato, e permette un riesame della controversia relativamente ai punti del provvedimento impugnati, sicché la nuova sentenza sostituisce quella impugnata. L'appello impedisce anche l'esecuzione della sentenza impugnata (generalmente per il penale: art.650 c.p.p.) salvo che la legge non la dichiari provvisoriamente esecutiva (generalmente per il civile: art.282 c.p.c.).

  • Attività giurisdizionale cautelare

    E' l'attività svolta dal giudice per accertare un diritto controverso attraverso un procedimento (processo) che si conclude con un provvedimento (sentenza).

  • Attività giurisdizionale di esecuzione

    E' l'attività svolta sotto la direzione di un giudice per l'attuazione, in via coattiva o forzata, di un diritto già accertato.

  • Azione disciplinare

    E' l'azione promossa dal Ministro della Giustizia o dal Procuratore generale della Cassazione nei confronti dei singoli magistrati che vengono meno ai loro doveri o che tengono una condotta contraria al prestigio dell'ordine giudiziario, ponendo in essere un illecito disciplinare. Sull'azione disciplinare decide il Consiglio Superiore della Magistratura che può applicare le sanzioni disciplinari (ammonizione, censura, perdita di anzianità, rimozione e destituzione).

B
  • Braccialetto elettronico

    E' un mezzo elettronico destinato al controllo delle persone sottoposte agli arresti domiciliari o alla detenzione domiciliare che si applica alla caviglia e permette all'Autorità giudiziaria di verificare a distanza e costantemente i movimenti del soggetto che lo indossa. Nel caso di alterazione o manomissione del braccialetto, è previsto il ritorno in carcere e una pena aggiuntiva.

  • Benefici di legge

    Termine che indica gli istituti della sospensione condizionale della pena e della non menzione della condanna.
    Tali benefici possono essere concessi dal giudice, ove ritenga fondata la convinzione che il condannato non commetterà altri reati.

C
  • Casellario giudiziale

    E' lo schedario istituito presso la Procura della Repubblica di ogni Tribunale che raccoglie e conserva gli estratti dei provvedimenti dell'autorità giudiziaria o amministrativa per consentire la conoscenza dei precedenti di ciascun soggetto. Presso il Ministero della Giustizia esiste il casellario centrale che è il terminale di tutti i casellari locali. L'ufficio del casellario giudiziale rilascia i certificati penali su richiesta delle autorità giudiziarie e amministrative, o dei singoli privati che possono richiedere solo il proprio certificato.

  • Certificato

    È un atto attraverso il quale la pubblica amministrazione documenta fatti o attesta diritti. Nei casi previsti dalla legge, è rilasciato anche da privati investiti di pubbliche funzioni (notai, avvocati, medici...). Il certificato fa piena prova di quanto in esso affermato, fino a querela di falso.

  • Circoscrizione giudiziaria

    Indica l'ambito territoriale in cui ciascun organo giudiziario esercita il potere giurisdizionale. La ripartizione delle circoscrizioni è fissata dalla legge: la circoscrizione giudiziaria del Tribunale è definita circondario, la circoscrizione giudiziaria della Corte d'Appello è il distretto, mentre la Corte di Cassazione è competente per tutto il territorio nazionale.

  • Commissione tributaria

    E' un organo della giurisdizione tributaria che ha la funzione di risolvere le controversie venutesi a creare tra i contribuenti e il Fisco. La Commissione Tributaria Provinciale è competente nel giudizio di primo grado, la Commissione Tributaria Regionale in quello di secondo grado.

  • Connessione nel processo penale

    E' disciplinata dagli articoli 12 e successivi del codice di procedura penale. L'articolo 1 della legge 1 marzo 2001, n. 63 sul giusto processo ha ridotto la portata della sua applicazione.

    Casi di connessione

    • più persone in concorso o cooperazione fra loro commettono il reato, ovvero più persone con condotte indipendenti hanno determinato l'evento

    • una persona commette più reati con una sola azione o omissione (concorso formale di reati)

    • la persona commette più azioni o omissioni esecutive del medesimo disegno criminoso (reato continuato)

    • alcuni reati, tra quelli perseguiti, sono stati commessi per eseguirne o nasconderne altri (per esempio porto illegale di arma per commettere un omicidio, oppure omicidio e occultamento di cadavere).

    Effetti

    Determina una concentrazione della competenza per materia, nel senso che si attribuisce al giudice di competenza superiore la cognizione di tutti i procedimenti (per esempio la corte d’assise attrae i procedimenti di competenza del tribunale).
    Qualora vi siano più giudici egualmente competenti per materia, la connessione comporta altresì una modifica della competenza per territorio in capo al giudice competente per il reato più grave, e, in caso di pari gravità, al giudice competente per il primo reato, secondo il disposto dell’articolo 16 del codice di procedura penale.

  • Consiglio di stato

    E' un organo che ha funzioni consultive e funzioni giurisdizionali in ambito amministrativo. In qualità di organo consultivo (tre sezioni) il Consiglio si esprime in merito a tutte le materie riguardanti la Pubblica Amministrazione e si esprime attraverso il pronunciamento di "pareri" che possono essere "facoltativi" o "obbligatori". In qualità di organo giurisdizionale (tre sezioni) è competente a decidere nel giudizio di secondo grado in merito ai provvedimenti emessi dai Tribunali Amministrativi Regionali.

  • Consiglio superiore della magistratura

    E' l'organo previsto dalla Costituzione (art. 104) per l'autogoverno della magistratura. Adotta i provvedimenti riguardanti assunzioni, assegnazioni, trasferimenti e promozioni dei magistrati, nonché i provvedimenti disciplinari. E' composto dal Presidente della Repubblica (che lo presiede) dal primo Presidente della Corte di Cassazione e dal Procuratore Generale presso di essa (che ne sono membri di diritto) e da ventiquattro membri elettivi che durano in carica quattro anni: due terzi sono magistrati ordinari (eletti dalla magistratura), un terzo sono professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati con quindici anni di esercizio (cosiddetti "membri laici" eletti dal Parlamento in seduta comune).

  • Corte costituzionale

    E' un organo previsto dalla nostra Costituzione per: - giudicare sulla costituzionalità delle leggi, cioè per verificare se queste sono conformi a quanto stabilito dalla stessa Costituzione - giudicare sui conflitti di competenza tra i poteri dello Stato (legislativo, amministrativo, giurisdizionale), su quelli tra Stato e Regioni o tra le Regioni - giudicare sull'ammissibilità dei referendum abrogativi - giudicare penalmente, nei casi previsti dalla legge, il Presidente della Repubblica. E' formata da 15 giudici che restano in carica 9 anni: 5 sono nominati dal Presidente della Repubblica, 5 dal Parlamento in seduta comune, 5 dai magistrati ordinari e amministrativi di grado più elevato. Ogni tre anni i giudici della Corte Costituzionale eleggono tra loro un Presidente. Per giudicare penalmente il Presidente della Repubblica (cosa mai avvenuta sinora) ai 15 giudici se ne aggiungono altri 16 che vengono estratti a sorte da una lista di cittadini (eleggibili al Senato) compilata dal Parlamento ogni 9 anni.

  • Corte d'appello

    E' un organo della giurisdizione ordinaria, civile e penale composto da tre giudici. E' competente a giudicare in secondo grado di giudizio, detto appunto grado d'appello, sulle sentenze pronunciate in primo grado dal Tribunale. Ha giurisdizione all'interno della propria circoscrizione territoriale, circoscrizione che prende il nome di distretto e che generalmente corrisponde al territorio di una Regione e ha sede nel suo capoluogo.

  • Corte dei conti

    E' un organo previsto dalla Costituzione (articoli 100 e 103) che svolge funzioni di controllo di legittimità sugli atti del Governo e della pubblica amministrazione; sulla gestione del bilancio dello Stato, delle amministrazioni pubbliche e degli enti sovvenzionati dallo Stato. Svolge anche funzioni giurisdizionali in materia di contabilità pubblica e di pensioni dei funzionari dello Stato. Si articola in sezioni "di controllo" e sezioni "giurisdizionali", per le questioni di maggior rilievo opera a sezioni unite. La Corte dei Conti ha anche funzioni consultive (attraverso la predisposizione di pareri) e referenti (in quanto è chiamata a riferire direttamente alle Camere sul risultato delle verifiche).

  • Corte di assise di appello

    E' competente a giudicare in secondo grado di giudizio (appello) sulle sentenze pronunciate in primo grado dalla Corte di Assise.

  • Corte di assise

    E' un organo della giurisdizione ordinaria penale competente a giudicare in primo grado solo per alcuni gravi reati. E' composta da un Presidente (magistrato di Corte d'Appello), da un "giudice a latere" (magistrato di Tribunale) e da sei giudici popolari. Nello svolgimento della loro funzione i giudici popolari sono equiparati ai magistrati di Tribunale e partecipano alla formazione della sentenza con parità di voto.

  • Corte di cassazione

    E' l'organo supremo della giustizia e ha il compito di assicurare l'esatta osservanza e l'uniforme interpretazione della legge. Inoltre regola i conflitti di competenza, di giurisdizione e attribuzione all'interno della magistratura. In materia civile e penale è competente a riesaminare le sentenze o i provvedimenti pronunciati nei precedenti gradi di giudizio solo per motivi di diritto (giudizio di legittimità) cioè per verificare se il giudice di merito, nel pronunciarsi, abbia correttamente interpretato e applicato la legge. E' un organo collegiale della giurisdizione ordinaria. E' suddiviso in sezioni cosiddette "semplici" (sei penali, tre civili, una per le controversie di lavoro) e nei casi di particolare rilievo giudica a sezioni unite. Ha sede a Roma, e ha giurisdizione su tutto il territorio della Repubblica.

  • Custodia cautelare

    La custodia cautelare in carcere o in un luogo di cura è una limitazione della libertà personale dell'imputato che si applica prima della sentenza irrevocabile di condanna per esigenze cautelari processuali e cioè se vi è pericolo di fuga o di inquinamento delle prove o se vi sono esigenze di tutela della collettività ossia se vi è il pericolo di nuovi reati, nell'ipotesi in cui si procede per reati gravi e sussistono gravi indizi colpevolezza nei confronti dell'indagato o dell'imputato.

  • Comunicatore web

    La realizzazione di siti web e la creazione di uffici stampa presso le amministrazioni pubbliche ha generato una figura precisa di funzionario del Ministero della Giustizia, quale il “comunicatore”.

    La Legge n.150 del 7 giugno 2000 “Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni”, al punto 4 del primo articolo cita per la prima volta anche l’uso degli “strumenti telematici”.

    La creazione e l’uso del sito web, ha come presupposto, come le altre forme di comunicazione pubblica elencate nel testo della suddetta Legge, : “ la comunicazione esterna rivolta ai cittadini, alle collettività e ad altri enti ogni modalità tecnica ed organizzativa” al fine di “illustrare e favorire la conoscenza delle disposizioni normative…le attività delle istituzioni e il loro funzionamento; favorire l’accesso ai servizi pubblici, promuovendone la conoscenza…l’immagine delle amministrazioni…conferendo conoscenza e visibilità ad eventi d’importanza locale”.

    Con l'estendersi dei servizi pubblici on line le interfacce web sono diventate luogo virtuale in cui prosegue "con altri mezzi" l'incontro tra cittadini e istituzioni.

    Nella catena del valore della comunicazione via Web, intesa come produzione di contenuti, il comunicatore può svolgere un compito peculiare dovuto al doppio ruolo per cui è già legittimato, di agente attivo della comunicazione interna degli enti e di promotore della interconnessione telematica (art. 8, legge 150/2000).

    Così interpretato il ruolo del comunicatore pubblico on line, emerge una inaspettata coincidenza con una figura importante delle nuove professioni che vanno delineandosi nel contesto della comunicazione di rete: il Web Content Manager. Un professionista dedicato a questa nuova professione, è: "responsabile e ideatore dei contenuti editoriali del sito, ne definisce le strategie di impostazione e garantisce il loro continuo aggiornamento". Non sfugge che il processo del web content management per un web pubblico rappresenta il terreno decisivo su cui viene messo alla prova l'imperativo di "qualità della vita" del cittadino on line.

    Basti pensare a quanto un documento mancante, un'informazione non aggiornata o, peggio, non attendibile, un testo oscuro e incomprensibile, in una parola un sito web scadente ed inefficace dal punto di vista della comunicazione, frutto quindi di una mancata attenzione al ciclo di progettazione e produzione dei contenuti, possa costituire un pericolo per il diritto all'informazione (art. 21 della Costituzione ) inteso secondo il principio "democratico" alla base della sua accezione tripartita di diritto ad informare, ad informarsi e ad essere informati. I comunicatori pubblici dunque devono praticare il nuovo terreno della comunicazione on line, non solo per compito professionale ma anche per "dovere" costituzionale.

D
  • Decreto ingiuntivo

    E' un provvedimento di condanna con il quale il giudice civile ordina al debitore il pagamento di una somma o la consegna di una cosa a favore del creditore che offre una determinata prova scritta del suo diritto. Tale decreto viene emesso dal giudice senza aver sentito il debitore, il quale può proporre opposizione.

  • Decreto legislativo

    E' una legge fatta dal Governo, su delega del Parlamento, il quale ne indica i contenuti, i limiti e i tempi di emanazione in una apposita legge (così detta Legge Delega). Si tratta di manifestazione del potere legislativo, di norma appartenente al Parlamento, che è consentito espressamente dall'art.76 della Costituzione ed il cui esercizio può essere sottoposto al controllo della Corte Costituzionale per verificare se il Governo abbia eventualmente ecceduto dalla delega.

  • Difesa d'ufficio

    E' la difesa garantita a ciascun imputato che non abbia provveduto a nominare un proprio difensore di fiducia o ne sia rimasto privo. E' prevista dalla legge al fine di garantire il diritto di difesa in ogni processo, diritto inviolabile dell'uomo riconosciuto dalla Costituzione all'articolo 24, comma secondo. Il difensore d'ufficio è nominato dal giudice o dal pubblico ministero sulla base di un elenco di difensori predisposto dal Consiglio dell'ordine forense, d'intesa con il Presidente del Tribunale. Il difensore d'ufficio ha l'obbligo di prestare il suo patrocinio e può essere sostituito solo per giustificato motivo. Le spese della difesa di ufficio sono a carico dell'imputato ma, se questi ha diritto al gratuito patrocinio, sono a carico dello Stato.

  • Direzione nazionale antimafia

    La Direzione Nazionale Antimafia è istituita con legge 20 gennaio 1992 n.8, nell'ambito della Procura generale presso la Corte di Cassazione con il compito di coordinare, in ambito nazionale, le indagini relative alla criminalità organizzata.

    Alla Direzione è preposto il Procuratore nazionale antimafia nominato direttamente dal Consiglio Superiore della Magistratura e sono addetti, quali sostituti, magistrati esperti nella trattazione di procedimenti relativi alla criminalità organizzata.

    Il Procuratore, si avvale per le indagini delle strutture della Direzione Investigativa Antimafia (D.I.A.). La D.I.A. è organismo istituito nell'ambito del Dipartimento di Pubblica sicurezza del Ministero dell'Interno con il compito di assicurare lo svolgimento coordinato delle attività di investigazione sulla criminalità organizzata, ed in particolare sui delitti di associazione di tipo mafioso.

    Il Procuratore collabora con i magistrati addetti alle indagini antimafia; risolve eventuali conflitti riguardanti lo svolgimento delle indagini; assume le indagini preliminari svolte dai procuratori distrettuali, se non sono state osservate le direttive impartite o non si è efficacemente realizzato il coordinamento.

    Il Procuratore nazionale antimafia è sottoposto alla vigilanza del Procuratore generale presso la Corte di Cassazione che riferisce al Consiglio Superiore della Magistratura, circa l'attività svolta e i risultati conseguiti dalla Direzione Nazionale Antimafia e dalle Direzioni distrettuali antimafia istituite presso la Procura della Repubblica del tribunale dei 26 capoluoghi di distretto di Corte d'appello.

  • Diritto alla privacy

    Si tratta del diritto che ogni cittadino ha di escludere dall'altrui conoscenza tutto quanto riguarda la propria vita privata. È anche conosciuto come diritto alla riservatezza. Ha trovato nel Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 denominato "Codice in materia di protezione dei dati personali", una nuova misura.

E
  • Esecuzione penale

    L’esecuzione penale rappresenta l’ultima fase del procedimento penale, quella che interviene quando la sentenza di condanna passa in giudicato e la pena irrogata dal Giudice deve essere espiata.

    La Procura della Repubblica è l’Ufficio al quale compete mettere in esecuzione le pene detentive e le misure di sicurezza.

    La Cancelleria del Giudice trasmette alla Procura della Repubblica estratto esecutivo della sentenza di condanna che viene iscritto nel registro informatico chiamato SIEP (Sistema informatico dell’esecuzione penale).

    Acquisito il certificato del Casellario Giudiziale e la posizione giuridica del condannato, il P.M. valuta che tipo di provvedimento di esecuzione emettere anche in base alla all’entità della pena da espiare e del tipo di reato commesso.

    Esistono infatti, oltre alla detenzione in carcere, alcune misure alternative alle quali il condannato, pur con alcune limitazioni, può accedere previa istanza al Magistrato o al Tribunale di Sorveglianza, quali, ad esempio, l’affidamento in prova al servizio sociale, la detenzione domiciliare, la semilibertà.

    All’esito di tali valutazioni il P.M. emette il provvedimento di esecuzione della pena.

    In definitiva la fase dell’esecuzione mette in pratica quelle che dovrebbero essere le finalità della pena che non sono solo punitive ma devono rappresentare anche l’occasione per una rieducazione al corretto vivere civile e per ottenere un efficace reinserimento nella società.

  • Equa riparazione

    La legge n. 89 del 24 marzo 2001, denominata comunemente legge "Pinto", ha previsto il diritto all’equa riparazione per il mancato rispetto del "termine ragionevole" di durata del processo.

    Attualmente la Corte d'appello è l'organo competente a decidere sulle domande di equo indennizzo per l'eccessiva lungaggine dei processi.

    La valutazione del "termine ragionevole" di durata del procedimento, nonché la quantificazione del danno subito spettano all'autorità giudiziaria adita

F
  • Fascicolo d’ufficio

    Avvenuta la costituzione in giudizio delle parti, il cancelliere deve iscrivere la causa nel ruolo generale e formare il fascicolo d’ufficio, nel quale saranno inseriti tutti gli atti della causa, in originale, qualora si tratti di atti dell'ufficio, ovvero in copia quando si tratti di atti di parte.

    In particolare, provvede all'inserimento della nota di iscrizione a ruolo e di copia degli atti di parte, consegnate dalla parte che si costituisce, quali l'atto di citazione, la comparsa e le memorie in carta non bollata. Il cancelliere deve rifiutare di ricevere il fascicolo di parte che non contenga tali copie.

    In seguito, dopo la prima udienza, il cancelliere inserirà nel fascicolo d'ufficio i processi verbali d'udienza, i provvedimenti del giudice, gli atti d'istruzione e copia del dispositivo della sentenza.

    Nel fascicolo d'ufficio sono inseriti anche i fascicoli delle parti. Il cancelliere diventa pertanto il depositario dei fascicoli delle parti, che potranno ritirare in seguito il proprio fascicolo soltanto su autorizzazione del giudice.

    Le parti, o i loro difensori muniti di procura, possono esaminare gli atti e i documenti inseriti nel fascicolo d'ufficio ed in quelli delle altre parti e farsene rilasciare copia dal cancelliere.

    Il fascicolo d'ufficio, come ogni fascicolo formato nella cancelleria del giudice, riceve la numerazione del ruolo generale sotto la quale è iscritto l'affare, e sulla copertina sono indicati: l'ufficio, la sezione alla quale appartiene il giudice incaricato della questione ed il nome del giudice, le parti, i rispettivi difensori muniti di procura e l'oggetto della causa.

  • Firma digitale

    Il Decreto Legislativo 7 marzo 2005 n.82 ("Codice dell’Amministrazione Digitale"), modificato dal Decreto Legislativo 30 dicembre 2010, n. 235, conferisce efficacia al documento informatico sottoscritto con la firma digitale pari al tradizionale atto scritto. Inoltre, la trasmissione dei documenti tramite posta elettronica certificata è considerata valida e rilevante a tutti gli effetti di legge, ed equivale alla notificazione per mezzo della posta. L'uso dello strumento informatico e telematico viene quindi ad affiancarsi all'utilizzo della forma scritta, stante l'equiparazione dei documenti informatici a quelli tradizionali. L'amministrazione della giustizia sta attuando in maniera progressiva la normativa più recente sull'uso dei sistemi informatici e telematici sia nel processo civile che nel processo penale, prevedendo che:

    • l'apposizione della firma digitale del cancelliere sostituirà l'utilizzo di timbri, sigilli, contrassegni e marchi

    • le operazioni di trasmissione e archiviazione di dati avverranno nell'ambito del sistema informatico

    • le comunicazioni e notificazioni saranno eseguite tramite posta elettronica certificata

    Al riguardo la normativa regolamentare è identificata nel D.M. 21 febbraio 2011 n. 44, che riporta le regole tecniche per l'adozione nel processo civile e nel processo penale delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, ai sensi dell’articolo 4, commi 1 e 2, del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito nella legge 22 febbraio 2010 n.24.

  • Fondo sociale europeo (fse)

    Il Fondo Sociale Europeo rientra tra i fondi cosiddetti strutturali costituiti sin dagli anni '60 per promuovere nell'insieme dei paesi aderenti alla Comunità Europea uno sviluppo equilibrato e una crescita sostenibile. Oggi il Fondo Sociale Europeo è lo strumento attraverso il quale l'Unione Europea promuove al suo interno: possibilità di occupazione, mobilità professionale e territoriale dei lavoratori, adeguamento alle trasformazioni industriali e al cambiamento dei sistemi produttivi. Per raggiungere tali finalità l'FSE sostiene in particolare le attività di formazione professionale e di riconversione professionale nel quadro dei seguenti specifici obiettivi: la promozione dello sviluppo di regioni in ritardo rispetto ad altre più progredite, la riconversione in zone di declino industriale, lo sviluppo dell'occupazione nelle zone ad alto tasso di disoccupazione, l'inserimento professionale di giovani con meno di 25 anni, il sostegno allo sviluppo di zone rurali. Il Fondo opera secondo specifici programmi, attraverso l'approvazione e il cofinanziamento di progetti che rispondano alle finalità ed agli obiettivi fissati e che fruiscano per la loro realizzazione del concorso finanziario dello Stato o delle Regioni interessate.

  • Funzione giudicante/funzione requirente

    La funzione giudicante è la funzione svolta dagli organi giudiziari (i giudici) a cui è attribuito il compito di decidere le controversie o di pronunciarsi sugli affari di loro competenza. La funzione requirente è invece esercitata dai magistrati che svolgono attività di "pubblico ministero" e hanno il compito di esprimere richieste o pareri in vista delle decisioni degli organi giudicanti.

G
  • Giudice di pace

    A partire dal 1° maggio 1995 il Giudice di Pace inizia la sua attività in sostituzione del Giudice Conciliatore il cui ufficio è abolito. Rispetto al Giudice Conciliatore ha una competenza in materia civile molto più ampia oltre ad una competenza in materia penale per fatti lievi e che non richiedono accertamenti complessi. Il Giudice di Pace ha iniziato a svolgere le funzioni di giudice penale a partire dal 1° gennaio 2002.

    Il Giudice di Pace è un magistrato onorario al quale temporaneamente sono assegnate funzioni giurisdizionali. Dura in carica quattro anni e alla scadenza può essere confermato una sola volta. Al compimento del 75° anno d'età cessa dalle Funzioni Locali.

    Egli è tenuto ad osservare i doveri previsti per i magistrati ed è soggetto a responsabilità disciplinare.

    Il Giudice di Pace è un magistrato onorario e non di carriera e non ha un rapporto di impiego con lo Stato. Egli percepisce una indennità cumulabile con i trattamenti pensionistici e di quiescenza.

  • Giudice unico

    Il 2 giugno 1999 è divenuto efficace il Decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51 che ha riformato l'organizzazione dell'ordinamento giudiziario istituendo la nuova figura del Giudice Unico di primo grado. Il decreto ha abolito l'ufficio del Pretore trasferendo le sue competenze al Tribunale ordinario in materia sia civile che penale, escluso quanto attribuito al Giudice di pace. Il Tribunale ordinario decide, sia in materia civile che penale, prevalentemente in composizione monocratica (giudice singolo) e per specifiche ipotesi in composizione collegiale (collegio di tre giudici)

  • Giudici popolari

    Sono cittadini chiamati a comporre la Corte di Assise o la Corte di Assise di Appello insieme ai giudici togati. I loro nominativi sono estratti a sorte da apposite liste comunali. La nomina a giudice popolare è subordinata ad alcuni requisiti necessari: la cittadinanza italiana, l'età compresa tra i 30 e i 65 anni, il godimento dei diritti civili e politici, la buona condotta morale, la licenza di Scuola Media Inferiore (per la Corte di Assise), licenza di Scuola Media Superiore (per la Corte di Assise di Appello). Sono esclusi magistrati e funzionari in servizio all'ordine giudiziario, gli appartenenti alle Forze Armate e alla Polizia, membri di culto e religiosi di ogni ordine e congregazione.

  • Giudizio abbreviato

    Il giudizio abbreviato è uno dei riti alternativi introdotti dal nuovo codice di procedura penale. E' caratterizzato dal fatto che con esso si evita il dibattimento e la decisione viene presa dal giudice allo stato degli atti delle indagini preliminari svolte dal Pubblico Ministero, che assumono valore di prova. Con esso l'imputato rinuncia al dibattimento e alle sue garanzie, accettando di essere giudicato in base agli atti raccolti nelle indagini preliminari e contenuti nel fascicolo del Pubblico Ministero. In cambio, in caso di condanna, la pena è ridotta di un terzo.

  • Giurisdizione

    E' una delle funzioni fondamentali dello Stato, esercitata dai magistrati che costituiscono l'ordine giudiziario. E' diretta all'applicazione delle norme giuridiche ai singoli casi concreti. La giurisdizione si distingue in ordinaria e speciale. La giurisdizione ordinaria è esercitata da magistrati ordinari e riguarda le materie che la legge non riserva ai giudici speciali. Sono organi della giurisdizione ordinaria, ad esempio, il Tribunale e la Corte di Cassazione. La giurisdizione speciale, invece, riguarda materie che la legge riserva a una magistratura speciale. Sono organi della giurisdizione speciale, ad esempio, i Tribunali Amministrativi Regionali e il Consiglio di Stato. A seconda degli ambiti e delle competenze la giurisdizione si differenzia in costituzionale, civile, penale, amministrativa, contabile, tributaria e militare. Lo strumento principale dell'attività giurisdizionale è il processo, che attraverso il contraddittorio delle parti mira alla pronuncia di un provvedimento, ad esempio una sentenza, con cui la legge viene interpretata e applicata al caso concreto.

  • Grado di giudizio

    Indica la fase in cui si trova un giudizio: l'ordinamento italiano accoglie il principio del "doppio grado di giudizio" secondo il quale è ammesso un riesame della decisione emessa in primo grado. Si dice giudizio di primo grado, pertanto, quello in cui il giudice esamina e giudica una causa nel merito per la prima volta, di secondo grado (o in grado d'appello) quello in cui il giudice riesamina e si pronuncia sulla stessa causa per la seconda volta. E' inoltre ammesso un giudizio di legittimità, ossia di controllo sulla legalità dei precedenti gradi di giudizio, che si svolge avanti alla Corte di Cassazione.

  • Gratuito patrocinio

    Si tratta di un beneficio previsto dall'articolo 24 della Costituzione che consiste nel riconoscimento dell'assistenza legale gratuita, per promuovere un giudizio o per difendersi davanti al giudice, alle persone che non sono in grado di sostenerne le spese. Al pagamento delle spese (avvocati, consulenti ed investigatori autorizzati) si provvede mediante il patrocinio a spese dello Stato.

  • Guardasigilli

    Con questo termine si designa il Ministro della Giustizia, il quale, per tradizione, è il custode del sigillo dello Stato e in questa veste controfirma le leggi e i decreti al fine di provvedere alla loro pubblicazione.

I
  • Impugnazione

    E' un rimedio giuridico creato per rimuovere uno svantaggio derivante da un provvedimento del giudice che si ritiene, in tutto o in parte, viziato. Attraverso l'impugnazione è possibile chiedere un controllo del provvedimento impugnato da parte di un giudice diverso da quello che lo ha emesso e ottenere così una nuova pronuncia.

  • Istituto penitenziario (carcere)

    Luogo chiuso e isolato dalla società, destinato ad accogliere coloro che sono in attesa di giudizio o già definitivamente condannati, comunemente definito carcere. Gli istituti penitenziari fanno capo al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, istituita presso il Ministero della Giustizia.

  • Istituti per l'esecuzione delle pene

    Ai sensi dell'art.61 dell'ordinamento penitenziario, sono le case di arresto (mai istituite) e le case di reclusione, destinate all'espiazione della pena.

M
  • Magistrato togato e onorario

    Nell'ambito della giurisdizione ordinaria, con il termine magistrato "togato" si indica il magistrato di carriera che esercita la funzione giurisdizionale (di giudice o di pubblico ministero) a tempo indeterminato, nominato mediante pubblico concorso e regolato dalle norme sull'ordinamento giudiziario, con remunerazione continuata. Il magistrato onorario, invece, è il magistrato nominato con particolari procedure e non legato allo Stato da un rapporto di pubblico impiego ma di servizio onorario; le funzioni del giudice onorario sono temporanee e l'incarico è remunerato in maniera diversa secondo le funzioni esercitate (giudice di pace, giudice aggregato, giudice onorario di tribunale, vice procuratore onorario, esperto presso il tribunale per i minorenni).

  • Misure alternative alla detenzione

    Sono misure introdotte con la legge di riforma penitenziaria del 26 luglio 1975 n. 354, che consentono al soggetto che ha subito una condanna di scontare, in tutto o in parte, a pena detentiva fuori dal carcere. In questo modo si cerca di facilitare il reinserimento del condannato nella società civile sottraendolo all'ambiente carcerario. Le misure alternative alla detenzione sono: l'affidamento in prova al servizio sociale, la semilibertà, la detenzione domiciliare, la libertà anticipata. Queste sono disposte dal Tribunale della sorveglianza.

  • Misure di prevenzione

    Le misure di prevenzione consistono sostanzialmente in provvedimenti variamente afflittivi che vengono di norma adottati nei confronti di persone che, pur non avendo o non avendo ancora, commesso reati, sono considerati, sulla base di parametri di diversa consistenza, pericolosi per la società. Attesa la pericolosità del soggetto, l’autorità Giudiziaria su proposta del Prefetto, può adottare misure personali,contro la persona ritenuta pericolosa, quali per esempio, la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, che può essere accompagnata da altre prescrizioni come l’obbligo di soggiornare in una determinata provincia o comune, e ancora misure patrimoniali quali: sequestro e confisca di beni, qualora sulla base di sufficienti indizi si presuma che i beni di cui dsponga l’indiziato siano frutto di attività illecite o che non sia stata dimostrata la provenienza lecita di tali beni.

N
  • Negoziazione assistita

    La negoziazione assistita è un istituto che consiste nella risoluzione di una lite tramite la sottoscrizione di una convenzione di negoziazione, un impegno affinché la controversia si risolva in modo amichevole.

    Regolamentato dal Decreto Legge 12 settembre 2014 - "Decreto Giustizia", convertito con modificazioni dalla Legge 10 novembre 2014 n. 162, vedi anche Separazione-Divorzi coniugi

  • Notificazione

    È l'attività con la quale l'ufficiale giudiziario o altra persona specificamente indicata dalla legge (messo comunale, polizia giudiziaria, avvocato) porta formalmente un atto a conoscenza del destinatario, attraverso la consegna di una copia conforme all'originale dell'atto.

  • Notificazione per pubblici proclami

    E’ disciplinata dall'articolo 150 del codice di procedura civile.
    Si ricorre a tale forma di notificazione quando l'ordinaria notificazione di un atto risulta difficile a causa del gran numero di destinatari, o per la difficoltà di identificarli tutti.

    E’ autorizzata dal capo dell'ufficio giudiziario davanti al quale si procede, il quale dispone, con decreto, su istanza della parte interessata e sentito il pubblico ministero, il deposito di copia dell'atto presso la casa comunale del luogo ove si svolge il processo e la pubblicazione di un estratto dell’atto nella Gazzetta Ufficiale e nel Foglio degli Annunci Legali delle province dove risiedono i destinatari.

    Secondo l'interpretazione giurisprudenziale, la notificazione per pubblici proclami produce i propri effetti: dal lato della parte richiedente, con la consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario affinché proceda alle attività previste dal terzo e quarto comma dell'articolo 150 del codice di procedura civile; dal lato del destinatario, si intende invece perfezionata quando l'ufficiale giudiziario deposita una copia dell'atto, con la relazione ed i documenti giustificativi dell'attività svolta, nella cancelleria del giudice davanti al quale si procede.

    Sempre secondo la giurisprudenza di legittimità, la mancata specificazione delle generalità dei destinatari comporta l'inesistenza dell'atto e della relativa citazione in giudizio del convenuto qualora si proceda alla notificazione per pubblici proclami a causa dell'elevato numero di destinatari: è, infatti, onere del notificante procedere alla specifica individuazione di ciascuno di essi.

    La mancata specificazione delle generalità dei destinatari non comporta invece inesistenza della notifica quando risulti dal decreto di autorizzazione del giudice la difficoltà di identificazione di tutti i possibili destinatari. In tal caso l'autorità giudiziaria può disporre validamente la rinnovazione della notificazione per pubblici proclami.

P
  • Pari opportunità tra uomo e donna

    Principio che, accanto a quello di parità di trattamento, è finalizzato all'uguaglianza sostanziale tra uomo e donna, in piena attuazione dell'art. 3 della Costituzione. In questo senso è andata la legge 125/91 che si è proposta di favorire l'inserimento e la carriera delle donne nel lavoro attraverso misure che tolgano gli ostacoli che di fatto impediscono la realizzazione delle pari opportunità.

  • Patrocinio a spese dello stato

    E' l'intervento dello Stato in favore di chi ha diritto al gratuito patrocinio per il pagamento delle spese legali (avvocati, consulenti, investigatori autorizzati). Il patrocinio a spese dello Stato, già previsto per il processo penale e del lavoro nonché per il processo di impugnazione del decreto di espulsione di stranieri e per i ricorsi al Garante per la protezione dei dati personali, è stato recentemente esteso ai giudizi civili ed amministrativi nonché alle procedure di volontaria giurisdizione (legge n.134/2001).

  • Patteggiamento

    Si tratta di un procedimento penale speciale nel quale l'imputato e il Pubblico Ministero chiedono al giudice l'applicazione di una pena ridotta fino a un terzo rispetto a quella prevista per il reato commesso. Il patteggiamento è ammesso solo per i reati minori. Presupposto del patteggiamento è l'implicita ammissione di colpevolezza da parte dell'imputato e l'accordo tra imputato e Pubblico Ministero sulla scelta di questo rito speciale. Il giudice può accogliere la richiesta dell'imputato in ordine alla pena anche quando il Pubblico Ministero non è d'accordo. Se la sentenza è pronunciata sull'accordo tra imputato e pubblico ministero, l'appello non è ammesso.

  • Persona fisica

    La persona fisica per l'ordinamento giuridico è qualsiasi essere umano. La persona fisica è un soggetto di diritto: è dotato di capacità giuridica, è titolare di diritti e doveri.

  • Persona giuridica

    Le persone giuridiche sono organizzazioni collettive, considerate come soggetti distinti dalle persone fisiche che le compongono ed esse stesse soggetti di diritto, dotate di capacità giuridica e titolari di diritti e doveri. Sono persone giuridiche le associazioni riconosciute, le fondazioni, i comitati riconosciuti, le società di capitali e gli enti pubblici.

  • Pretore

    Il Pretore, tradizionale figura di giudice la cui denominazione risale al diritto romano, è stato abolito con il Decreto legislativo n. 51 del 19 febbraio 1998, a seguito di una rilevante riforma del sistema giudiziario italiano (detta del "Giudice unico"). Le principali funzioni giudiziarie del Pretore, infatti, sono state unificate in quelle del Tribunale ordinario che è diventato il principale giudice di primo grado (mentre un ruolo di competenze minori di primo grado rimane assegnato al Giudice di pace). Quanto agli Uffici, le ex Preture sono state quasi tutte abolite tranne alcune, dislocate in uno o più comuni principali del circondario del Tribunale di appartenenza, ciascuna di esse diventata Sezione distaccata del Tribunale con competenza territoriale e funzionale ridotta.

  • Processo per direttissima

    E' un procedimento penale speciale caratterizzato da un iter molto veloce, a cui si può ricorrere in caso di arresto in flagranza di reato, o di confessione dell'imputato. Sono ipotesi in cui, data l'evidenza delle prove, viene meno la necessità di procedere a particolari indagini, per cui il processo si svolge direttamente saltando le fasi dell'udienza preliminare e, nella maggior parte dei casi, delle indagini preliminari.

  • Processo

    E' l'insieme delle attività previste e disciplinate da norme giuridiche (così dette "norme processuali") attraverso le quali viene esercitata la giurisdizione: si svolge davanti ad un giudice, con la partecipazione dei soggetti interessati (le parti del giudizio) e mira a una pronuncia finale (il provvedimento giurisdizionale, ad esempio una sentenza) che impone l'applicazione della legge al caso concreto.

  • Procura della repubblica

    E' l'ufficio dell'ordinamento giudiziario cui sono addetti i magistrati che svolgono le funzioni di Pubblico ministero (P.M.).

    L'ufficio del P.M. è istituito presso la Corte di Cassazione, le Corti di Appello, i Tribunali ordinari e i Tribunali per i minorenni.
    Agli uffici del P.M., che sono distinti ed autonomi dall'organo giurisdizionale presso il quale svolgono le loro funzioni, appartengono magistrati che esercitano le funzioni sotto la vigilanza del Ministro della giustizia (art.69 ordinamento giudiziario).

    I magistrati addetti agli uffici del P.M. - sostituti procuratori - esercitano le loro funzioni a seguito di designazione dei capi dell'ufficio (art.70 ordinamento giudiziario). Essi formano, nel loro complesso, la magistratura cd. requirente.

    Il P.M. vigila sull'osservanza delle leggi, sulla tutela dei diritti dello Stato, delle persone giuridiche e degli incapaci, richiedendo nei casi d'urgenza i provvedimenti che ritiene necessari; promuove la repressione dei reati e l'applicazione delle misure di sicurezza, fa eseguire i giudicati ed ogni altro provvedimento del giudice, nei casi stabiliti dalla legge.

    Anche innanzi al Giudice di pace in sede penale è prevista la figura del P.M., perché presso di esso non esiste alcun autonomo ufficio di procura.

  • Procura generale della repubblica presso la corte suprema di cassazione

    La Procura Generale presso la Corte di Cassazione svolge le funzioni del Pubblico Ministero presso l'organo supremo della giustizia; in base alla legge sull'ordinamento giudiziario interviene e conclude in tutte le udienze civili e penali della Corte di Cassazione e redige requisitorie scritte nei casi previsti da specifiche norme. Con tale attività contribuisce, nell'interesse pubblico, ad assicurare l'uniforme interpretazione della legge.

R
  • Referendum

    E' una consultazione popolare, cioè una votazione alla quale è chiamato il corpo elettorale, che ha come oggetto un testo normativo o una questione politica. E' il più importante istituto di democrazia diretta, uno strumento attraverso il quale il popolo esercita direttamente la sovranità di cui è titolare, senza il tramite dei suoi rappresentanti. Il nostro ordinamento giuridico prevede: - il referendum costituzionale, per l'adozione di leggi di revisione costituzionale o di altre leggi costituzionali - il referendum abrogativo, per l'abrogazione di una norma di legge in vigore; - il referendum territoriale, per la modificazione del territorio di Regioni, Province e Comuni - il referendum consultivo, senza efficacia giuridicamente vincolante, sulle questioni di particolare rilievo a livello regionale.

S
  • Sentenza

    E' il provvedimento giurisdizionale contenente una decisione, emanato dal giudice nel processo. Generalmente è l'atto conclusivo o finale del giudizio. La sua forma è stabilita dalla legge, è pronunciata "in nome del popolo italiano" con l'intestazione "Repubblica italiana". Contiene il dispositivo (l'enunciazione della decisione del giudice in forma sintetica) e la motivazione (l'insieme delle ragioni che giustificano la decisione del giudice).

  • Sospensione condizionale della pena

    E' un beneficio con il quale il giudice nel pronunciare una condanna non superiore ai due anni di arresto o di reclusione (o a una pena pecuniaria, che comparata alla pena detentiva, sia corrispondente), sospende l'esecuzione della pena principale per un determinato periodo, a condizione che il condannato, nel corso di detto periodo, non commetta reati dello stesso tipo. In questo caso, il reato si estingue e cessa l'esecuzione delle pene accessorie. Se invece il condannato commette un reato, dovrà scontare l'intera pena sospesa.

T
  • Tribunale amministrativo regionale

    E' un organo della giurisdizione amministrativa, competente a giudicare in primo grado sui provvedimenti amministrativi impugnati per motivi di legittimità (cioè di conformità alla legge) e lesivi di un interesse legittimo (cioè di un interesse del singolo corrispondente ad un interesse pubblico generale); in alcuni ambiti ha giurisdizione di merito o esclusiva. Il TAR ha giurisdizione all'interno della propria circoscrizione, che coincide con il territorio della Regione, e ha sede nel suo capoluogo. E' suddiviso in sezioni e le sue decisioni sono assunte da un collegio di tre giudici. Contro le decisioni del TAR è ammesso ricorso, in secondo grado, davanti al Consiglio di Stato

  • Tribunale di sorveglianza

    È uno dei due organi in cui si articola la magistratura di sorveglianza. La magistratura di sorveglianza è un organo giurisdizionale che ha il compito di vigilare sull'esecuzione della pena, interviene in materia di applicazione di misure alternative alla detenzione, di esecuzione di sanzioni sostitutive, di applicazione ed esecuzione di misure di sicurezza.

    Si compone di due organi giurisdizionali: il Magistrato di sorveglianza, organo monocratico e il Tribunale di sorveglianza, organo collegiale.

    Il Tribunale di sorveglianza opera sia come giudice di primo grado che come giudice di secondo grado rispetto al magistrato di sorveglianza.

    La competenza territoriale è estesa all'intero distretto di Corte d'appello. È composto di magistrati di sorveglianza in servizio nel distretto o nella circoscrizione territoriale della sezione distaccata di Corte d'appello e da professionisti esperti in psicologia, servizi sociali, pedagogia, psichiatria e criminologia clinica.

  • Tribunale ordinario

    E' il Giudice con competenza in materia sia civile che penale per un ambito territoriale detto circondario.

    Con il Decreto legislativo n. 51/98, che ha abolito il Pretore, il Tribunale ordinario è rimasto Giudice unico di primo grado, salvo talune competenze minori del Giudice di pace per le quali è quest'ultimo il giudice di primo grado. Perciò, il Tribunale ordinario giudica anche in secondo grado sugli appelli proposti contro le sentenze del Giudice di pace.

    Il Tribunale ordinario giudica in composizione collegiale (tre giudici) e in composizione monocratica (un giudice singolo).

    Le sentenze del Tribunale ordinario sono impugnabili, mediante l'appello, davanti alla Corte d'Appello per motivi concernenti il fatto che ha dato origine alla causa (motivi di merito) e davanti alla Corte di Cassazione, mediante ricorso per cassazione, per motivi concernenti questioni di puro diritto (motivi di legittimità) o di attribuzione tra le varie giurisdizioni (motivi di giurisdizione). Il Tribunale ordinario esercita anche le funzioni di Giudice tutelare, oltre ad altre specifiche funzioni stabilite dalla legge.

    I Tribunali ordinari sono 166, due dei quali appositamente istituiti in area di tribunali metropolitani.

    Riferimenti normativi:
    Decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51

  • Tribunale per i minorenni

    Il Tribunale per i minorenni è un organo giudizionale, autonomo e specializzato, con funzioni di giudice di primo grado per tutti gli affari penali, civili e amministrativi riguardanti i minori degli anni 18.

    La sua circoscrizione territoriale coincide con quella della Corte d'Appello o della sezione della Corte d'Appello presso la quale il tribunale stesso è istituito. Il Tribunale per i minorenni è composto da un magistrato di Corte d'appello che lo presiede, da un magistrato di tribunale e da due componenti esperti non togati.

    Ha competenza in materia civile, penale e amministrativa per i procedimenti riguardanti:

    • i reati commessi nell'ambito del distretto dai minori degli anni 18;

    • l'applicazione di misure rieducative nei confronti dei minori degli anni 18 residenti nello stesso territorio;

    • l'esercizio della potestà dei genitori, della tutela, l'amministrazione patrimoniale, l'assistenza, l'affiliazione, l'adozione, sempre relativi ai minorenni residenti nel distretto di Corte d'Appello. Il Tribunale per i minorenni deve essere informato di tutti i procedimenti in corso per i delitti di violenza sessuale e corruzione commessi in danno di persone minori d'età.

  • Tribunali metropolitani

    Col termine tribunali metropolitani vengono comunemente identificati quei tribunali che hanno un circondario caratterizzato da un cospicuo numero di Comuni e da un alto tasso di contenzioso. Il termine è stato usato con riferimento ai tribunali di Torino, Milano, Roma, Napoli e Palermo nella Relazione al Decreto legislativo approvato il 3 dicembre 1999 con il quale il Governo, su delega del Parlamento, ha dato attuazione all'intento di decongestionare il lavoro di questi grossi tribunali mediante la revisione dei loro circondari e l'istituzione di 2 nuovi tribunali: Tivoli e Giuliano in Campania (non ancora operativo).

    Riferimenti normativi:
    Relazione al decreto legislativo di attuazione della legge 5 maggio 1999, n. 155 LEGGE 5 maggio 1999 n. 155 – Decreto Legislativo 3 dicembre 1999, n. 491

U
  • Uffici di sorveglianza

    La magistratura di sorveglianza è un organo giurisdizionale che ha il compito di vigilare sull'esecuzione della pena, interviene in materia di applicazione di misure alternative alla detenzione, di esecuzione di sanzioni sostitutive, di applicazione ed esecuzione di misure di sicurezza.

    Si compone di due organi giurisdizionali: il Magistrato di sorveglianza, organo monocratico e il Tribunale di sorveglianza, organo collegiale. Le ordinanze conclusive del procedimento sono sempre ricorribili per Cassazione, e per le ordinanze in materia di misure di sicurezza, è previsto anche il riesame nel merito.

    • La competenza per materia è stabilita dagli artt. 69 e 70 dell'ordinamento penitenziario.

    • La competenza per territorio è individuata dall'art. 677 del codice di procedura penale.

V
  • Volontaria giurisdizione

    E' l'attività che viene esercitata dal giudice non per comporre una lite, ma nell'interesse di uno o più soggetti, per il rilascio di autorizzazioni, omologazioni, nomine, revoche, ecc. In genere il giudice adotta questi provvedimenti con decreto emesso in Camera di Consiglio.